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Reverse Charge

Lo strumento per automatizzare il reverse charge nelle tue fatture. Calcoli IVA semplificati, conformità normativa garantita e zero errori amministrativi. Ideale per aziende internazionali che operano in UE.

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Integratore Reverse Charge

Aggiornato ad agosto 2026 · Lettura: ~12 minuti

1. Cos'è il Reverse Charge

Il reverse charge (o inversione contabile) è un meccanismo IVA in cui l'obbligo di versare l'imposta viene trasferito dal fornitore al cessionario/committente. In pratica, quando acquisti beni o servizi da un fornitore estero (UE o extra-UE) in qualità di soggetto passivo IVA italiano, sei tu — e non il fornitore — a dover contabilizzare e versare l'IVA italiana.

Questo meccanismo nasce per evitare frodi IVA transfrontaliere e semplificare la riscossione dell'imposta nei rapporti B2B internazionali.


Meccanismo Reverse Charge EU - Infografica

2. Normativa di riferimento

  • Direttiva UE 2006/112/CE (Direttiva IVA), artt. 194–199-bis: disciplina il reverse charge a livello europeo.
  • D.P.R. 633/1972 (Decreto IVA italiano), in particolare:
    • Art. 17, co. 2: acquisti di servizi da soggetti non residenti.
    • Art. 17, co. 5–6: reverse charge interno (edilizia, elettronica, ecc.).
    • Art. 46–47 D.L. 331/1993: acquisti intracomunitari di beni.
  • Circolare AdE n. 37/E/2011: chiarimenti sull'integrazione delle fatture estere.

Nota bene: questa guida ha scopo informativo. Per situazioni specifiche, consulta sempre un commercialista o un consulente fiscale abilitato.



3. Quando si applica il Reverse Charge

Il reverse charge si applica quando si verificano tutte le seguenti condizioni:

  1. Sei un soggetto passivo IVA italiano (hai partita IVA).
  2. Il fornitore è un soggetto passivo estero (UE o extra-UE).
  3. L'operazione è territorialmente rilevante in Italia ai fini IVA.
  4. L'acquisto riguarda beni o servizi B2B (non uso privato).

Non si applica, invece, per acquisti da privati, per operazioni esenti IVA o per beni in transito doganale non immessi in consumo in Italia.


4. Acquisti da Fornitori UE

4a. Acquisti di servizi (art. 7-ter D.P.R. 633/1972)

Per i servizi generici acquistati da un fornitore UE (es. abbonamento SaaS, consulenza, pubblicità digitale), la territorialità IVA è in Italia. Il fornitore emette fattura senza IVA con la dicitura "Reverse charge — art. 196 Direttiva 2006/112/CE". Tu devi:

  1. Integrare la fattura estera con l'IVA italiana applicabile (es. 22%).
  2. Registrarla sia nel registro acquisti sia nel registro vendite (doppia registrazione).
  3. Liquidarla nella dichiarazione IVA periodica (l'IVA a debito e a credito si compensano, risultando neutra se hai piena detrazione).


4b. Acquisti intracomunitari di beni (artt. 38–42 D.L. 331/1993)

Per l'acquisto di beni fisici da un fornitore UE con partita IVA comunitaria (numero VIES valido), si tratta di un acquisto intracomunitario. Il fornitore emette fattura senza IVA. Tu devi:

  1. Integrare la fattura con l'IVA italiana.
  2. Registrarla in doppia sezione (acquisti + vendite).
  3. Presentare il modello INTRASTAT (acquisti) se superi le soglie previste.



Flusso B2B Cross-Border Reverse Charge

5. Acquisti da Fornitori Extra-UE

5a. Servizi da fornitori extra-UE

Per servizi acquistati da fornitori fuori dall'UE (es. Meta Ads, Google Ads, Shopify stesso, fornitori USA/UK/CN), il meccanismo è analogo: il fornitore non applica IVA italiana e tu devi autofatturarti (emettere un'autofattura elettronica tramite SDI) con l'IVA italiana, da registrare in doppia sezione.

Dal 1° luglio 2022, l'autofattura deve essere trasmessa allo SDI entro il 15° giorno del mese successivo a quello di ricezione della fattura estera.

5b. Importazione di beni extra-UE

Per i beni fisici importati da paesi extra-UE, il meccanismo è diverso: l'IVA viene assolta in dogana al momento dell'importazione (non tramite reverse charge). Tuttavia, se utilizzi il regime del plafond IVA o sei un esportatore abituale, puoi sospendere il pagamento dell'IVA doganale.



6. Come Integrare la Fattura Estera

L'integrazione della fattura estera è il passaggio operativo centrale del reverse charge. Ecco il processo passo per passo:

  1. Ricevi la fattura estera senza IVA italiana (verifica che riporti il tuo numero di partita IVA e la dicitura reverse charge).
  2. Verifica la partita IVA del fornitore UE sul portale VIES (ec.europa.eu/taxation_customs/vies).
  3. Calcola l'IVA italiana applicabile sull'imponibile (di norma 22% per servizi generici; verifica l'aliquota corretta per la categoria merceologica).
  4. Emetti l'integrazione o l'autofattura:
    • Per fornitori UE: integrazione della fattura estera (tipo documento TD18 per beni, TD17 per servizi nel Sistema di Interscambio).
    • Per fornitori extra-UE: autofattura elettronica (tipo TD17 per servizi, TD19 per beni già presenti in Italia).
  5. Trasmetti allo SDI entro i termini previsti.
  6. Registra nel registro acquisti (IVA detraibile) e nel registro vendite (IVA a debito).

I codici tipo documento da usare nel file XML della fattura elettronica sono:

Tipo Codice SDI Quando si usa
Servizi da fornitore UE TD17 Acquisto servizi intraUE
Beni da fornitore UE (già in Italia) TD19 Beni già presenti nel territorio IT
Acquisto intracomunitario beni TD18 Beni spediti da altro Stato UE
Servizi da fornitore extra-UE TD17 Autofattura per servizi extra-UE
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7. Esempi Pratici

Esempio 1 — Abbonamento Shopify (fornitore irlandese)

Shopify International Ltd. ha sede in Irlanda (UE). Quando paghi il piano Shopify, ricevi una fattura senza IVA italiana. Devi emettere un'integrazione TD17 con IVA al 22% sull'importo dell'abbonamento e registrarla in doppia sezione. L'IVA è neutra se hai piena detrazione.

Esempio numerico: Piano Shopify Basic = €29/mese. IVA da integrare: €29 × 22% = €6,38. Registri €6,38 sia a debito (vendite) sia a credito (acquisti).

Esempio 2 — Campagna Meta Ads (fornitore irlandese)

Meta Platforms Ireland emette fattura senza IVA. Stessa procedura: TD17, IVA 22%. Se spendi €500 in ads: IVA da integrare = €110. Neutro ai fini della liquidazione se detraibile al 100%.

Esempio 3 — Acquisto merce da fornitore tedesco

Acquisti prodotti da un fornitore tedesco con partita IVA VIES valida per €2.000. Il fornitore emette fattura senza IVA. Emetti TD18, IVA 22% = €440. Registri in doppia sezione e presenti INTRASTAT acquisti se superi €350.000 annui (soglia attuale per l'obbligo mensile).

Esempio 4 — App SaaS da fornitore USA

Acquisti un'app da un fornitore americano per €100/mese. Emetti autofattura TD17 con IVA 22% = €22. Trasmetti allo SDI entro il 15 del mese successivo.



8. Integrazione con Shopify

Shopify non gestisce automaticamente il reverse charge per i tuoi acquisti come merchant, ma puoi ottimizzare il flusso operativo in questo modo:

8a. Raccolta e archiviazione delle fatture estere

  • Scarica le fatture dai portali dei fornitori (Shopify Admin → Impostazioni → Fatturazione per le fatture Shopify).
  • Archivia in una cartella strutturata per mese/fornitore per facilitare la riconciliazione.

8b. Riconciliazione con i costi in Shopify Analytics

  • Usa Shopify Analytics o esporta i dati in CSV per riconciliare i costi delle app e dei piani con le fatture ricevute.
  • Tieni traccia delle spese in valuta estera (USD/GBP) e applica il tasso di cambio BCE del giorno di ricezione della fattura per il calcolo dell'imponibile in EUR.

8c. Automazione con Shopify Flow

  • Puoi creare un workflow in Flow che, al ricevimento di un ordine da fornitore estero (se gestisci acquisti tramite Shopify), generi un tag o una nota per ricordarti di emettere l'integrazione/autofattura.
  • Integra con strumenti di fatturazione elettronica (es. Fatture in Cloud, Aruba, Zucchetti) tramite webhook o app dedicate.

8d. App consigliate per la fatturazione elettronica

Cerca nell'App Store Shopify app come Fatture in Cloud, Aruba Fatturazione o connettori Zapier/Make per automatizzare la trasmissione allo SDI delle autofatture generate dai tuoi acquisti esteri.



9. Errori Comuni da Evitare

  • Non emettere l'integrazione/autofattura: è una violazione fiscale soggetta a sanzioni (dal 90% al 180% dell'IVA non versata).
  • Usare il codice tipo documento sbagliato: TD17, TD18 e TD19 hanno usi specifici; confonderli genera scarti SDI.
  • Non verificare il VIES: se il fornitore UE non ha partita IVA VIES valida, l'operazione potrebbe non qualificarsi come intracomunitaria.
  • Ritardi nella trasmissione SDI: le autofatture per servizi extra-UE devono essere trasmesse entro il 15 del mese successivo; i ritardi comportano sanzioni.
  • Tasso di cambio errato: usa sempre il tasso BCE del giorno di effettuazione dell'operazione, non quello del pagamento.
  • Dimenticare l'INTRASTAT: per acquisti intracomunitari di beni sopra soglia, l'INTRASTAT è obbligatorio.



10. FAQ

Il reverse charge è neutro ai fini IVA?

Sì, nella maggior parte dei casi: l'IVA che registri a debito (vendite) è uguale a quella che registri a credito (acquisti), quindi l'effetto sulla liquidazione IVA è zero — a condizione che tu abbia piena detrazione (pro-rata 100%).


Devo pagare fisicamente l'IVA al fornitore estero?

No. Il fornitore estero non addebita IVA italiana. Sei tu a contabilizzarla internamente tramite la doppia registrazione.


Cosa succede se il fornitore estero addebita erroneamente l'IVA del suo paese?

Devi chiedere al fornitore di emettere una nota di credito e una nuova fattura corretta. Non puoi detrarre l'IVA estera addebitata erroneamente in Italia.


Il reverse charge si applica anche agli acquisti su marketplace (Amazon, Alibaba)?

Dipende: se il marketplace è il soggetto che emette la fattura ed è stabilito fuori dall'UE, sì. Se il venditore è un soggetto UE con partita IVA, si applicano le regole intracomunitarie. Verifica sempre chi è il soggetto emittente della fattura.


Devo presentare la dichiarazione INTRASTAT per i servizi?

Dal 2022, l'obbligo INTRASTAT per i servizi ricevuti da fornitori UE è stato soppresso per la maggior parte delle imprese italiane. Rimane per i beni (acquisti intracomunitari) sopra soglia.


Disclaimer: Questa guida ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale o legale. Le normative fiscali sono soggette a modifiche; verifica sempre con un professionista abilitato le disposizioni vigenti al momento dell'operazione.